Speranze circa l’imminente consultazione sul poker online
Dall’esterno pare contraddittorio che gli Stati Uniti organizzino lotterie nazionali dove le probabilità di vincita sono 1/1.000.000, e allo stesso tempo vietino il gioco d’azzardo non sponsorizzato dallo stato o lo releghino su Internet.
In realtà, la visione è altrettanto distorta guardando verso l’esterno, almeno secondo alcuni parlamentari statunitensi come Barney Frank, Ron Paul e gli altri, i quali dicono che permettere il gioco d’azzardo online è nel migliore interesse del governo.
La spinta alla legalizzazione del gioco d’azzardo online subì una terribile battuta d’arresto nel 2006, quando il Congresso mise fuori legge le scommesse online con l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act. E poi di nuovo adesso nel 2011, il Dipartimento di Giustizia è tornato al proibizionismo e ha incriminato i dirigenti dei tre maggiori siti di poker online americani, accusandoli di bancarotta fraudolenta e riciclaggio di denaro.
A partire dal giro di vite di aprile, soprannominato “Venerdì Nero”, il numero dei conti dei giocatori americani è sceso da oltre 2 milioni a meno di 500.000, e la tendenza pare proseguire. Ci sono speranze all’orizzonte per i cittadini di quello che dovrebbe essere il paese più libero del mondo?
Le uniche notizie riguardano una consultazione del 25 ottobre 2011, in cui si è discusso di giooco online, su temi come la sicurezza delle transazioni economiche o l’eterno dibattito su quale sia il fattore più determinante nel gioco online: fortuna o abilità. Naturalmente la gestione della legislazione in materia finora ha fatto diventare scettici anche i più ottimisti. Molti si aspettano la stessa tendenza, poiché spesso il gioco d’azzardo viene paragonato alla fine del mondo, adducendo che l’America è fondata su principi puritani e altre scuse del genere, tipo “famiglie e terrorismo” – praticamente come dire “la nostra religione ci impedisce di giocare, quindi non lo permetteremo neppure a voi”.

